AUTISMO E MUSICA: I MIRACOLI NON AVVENGONO SOLAMENTE A NATALE!
Tempo fa su un giornale leggevo che, tra il pubblico presente al concerto di Bocelli tenuto al Theatre District Garden di Boston, c'era anche George Maroun III, un bambino di dieci anni affetto da una grave forma di autismo, che voleva ardentemente realizzare il suo sogno: vedere dal vivo il grande tenore. Da quando e' nato il piccolo George non ha mai detto una sola parola, ne' ''mamma'', ne' ''papa'''. Ma ogni giorno della sua vita ha ascoltato la voce di Andrea Bocelli e la sua musica lo ha aiutato a crescere e, in qualche modo, a comunicare. Qualcuno potrà chiedersi quale nesso ci sia tra un bambino americano e noi monteneresi… Il legame c’è ed è anche molto forte. E’ un legame che ha come elementi comuni la sofferenza, la malattia e la musica. Oggi voglio raccontarvi una storia, che per certi versi ha un che di fantastico e visto che proprio oggi la Chiesa festeggia il Battesimo di Gesù e la conclusione del tempo di Natale, forse questa storia può continuarci a far credere nei miracoli! E’ la storia di un ragazzo di Montenero, Antonio Zanapa, affetto da autismo, il quale frequenta l’Istituto Professionale, proprio a Montenero. E’ un ragazzo al quale la vita non ha certo regalato momenti facili, ma allo stesso tempo ha un AMORE GRANDISSIMO: LA MUSICA. La musica per Antonio è VITA, è quel filo sottilissimo, quasi impercettibile che gli permette di comunicare con il mondo. Molti di voi staranno chiedendosi come tutto ciò sia possibile… Per chi non vive questa realtà, tutto ciò ha quasi ilo sapore dell’ECCEZIONALE. Forse lo è, ma probabilmente tutto quello che sto per raccontarvi è solo dovuto al grande impegno, ma soprattutto all’AMORE SCONFINATO CHE ALCUNE PERSONE HANNO PER QUELLI MENO FORTUNATI… Sto parlando di VOLONTARIATO… Ma andiamo per gradi. Con persone afflitte da autismo la musica può svolgere un ruolo mediatore tra il soggetto e la realtà esterna, può cioè rappresentare uno strumento di comunicazione che consente una vera e propria azione terapeutica. La terapia musicale ha il compito di eliminare gli ostacoli emotivi o intellettuali che si frappongono tra il soggetto autistico e l’ambiente, e a migliorare il suo comportamento nel rapporto sia con chi lo circonda sia con se stesso. Perché ho fatto questa piccola premessa? Per spiegare quale è veramente il ruolo della musica in chi è affetto da autismo. Antonio, come ho detto prima, ha tanti problemi legati alla sua malattia, ma ha anche una bella voce e canta nel Coro della Parrocchia di San Paolo. In questi anni è cresciuto il desiderio di poter realizzare qualcosa in più, proprio per Antonio e per tanti ragazzi meno fortunati. Due anni fa abbiamo dato vita all’Associazione “Grani di Speranza”, associazione che ha tra le sue priorità proprio quelle di dare spazio a chi è meno fortunato e proprio attraverso la musica. Allora, il maestro Pino Piccirilli, che suona l’organo nella Parrocchia di San Paolo, ha creduto tanto in Antonio, da iniziare delle lezioni di pianoforte. La storia però non finisce qui… Due mesi fa, proprio durante il periodo di Avvento, abbiamo cominciato ad inserire Antonio come organista nella Messa domenicale delle 8,30. Un sogno stava prendendo corpo… La possibilità di dare voce a chi per tanto tempo non ne ha avuta, stava diventando REALTA’… Antonio avrebbe rappresentato il simbolo di ciò che può realizzarsi con un PICCOLO GESTO D’AMORE: IL DONO DEL PROPRIO TEMPO IN MODO VOLONTARIO. A questo punto è fondamentale fare anche una piccola riflessione proprio sulla CULTURA DEL DONO, che oggi per certi versi va scomparendo. Senza la cultura del dono, una società avanzata come la nostra, basata molto spesso sull’avere e non sull’essere, è destinata a disumanizzarsi. Ma tutto ciò non nasce con noi, ma ognuno di noi dovrebbe essere educato a ciò. In tutti questi anni mi sono resa conto di una cosa, che il volontariato è l’unica scuola dove si impara la pratica del dono come reciprocità. Fare un’azione gratuita ogni giorno aggiunge una straordinaria libertà a livello personale, e poi una capacità di realizzazione senza limiti. Insegna che la scala dei valori non è stabilita dalla retribuzione, e che le relazioni tra le persone non sono quantizzabili in base al denaro e al guadagno. Stimola quindi a dare una misura diversa al proprio tempo: io ai miei alunni dico sempre che devono imparare a padroneggiare il loro tempo, non a consegnarlo a chi glielo paga o glielo pagherà, senza mai perdere di vista la capacità di regalare e ricevere in regalo, quindi di accogliere. Saper date e ricevere gratuitamente è importante, è una scuola di vita in senso alto perché porta a partecipare a quello che ti succede attorno, sapendo che le necessità sono tante. E insieme è una scuola di umiltà, perché ti fa capire di essere un pezzetto, una mattoncino nella storia. Quindi il volontario è uno che decide di dedicare una parte del suo tempo e delle sue energie ad una causa, in modo spontaneo, volontario e gratuito. IL VOLONTARIO E' COLUI CHE DECIDE PER UNA SPECIFICA SCELTA DI VITA, CHE METTE L'ALTRO AL CENTRO DELLA SUA ESISTENZA. Il volontario è colui che ha una passione, ha delle capacità, ha fatto o sa fare delle cose che vuole mettere a servizio di altri: ha una particolare sensibilità sociale ed uno spiccato senso di solidarietà e di cooperazione civile: è colui che ha profonde motivazioni. Chi come me, svolge il volontariato vuole sentirsi utile e fare qualcosa per gli altri, rendersi disponibile a collaborare. Spesso mi sono anche chiesta come il mondo vedesse i volontari. Sono figure contrastate… Apprezzate da "tanti" e criticate da "molti".Volontario, nell’immaginario di molti è un signore di mezz’età (o signora) che ormai non ha più nulla da fare nella vita se non andare ad offrire il suo aiuto negli ospedali, o nelle case di malati terminali, per passare il tempo o per farsi "bello" agli occhi degli altri. Potrete avvertire un po’ d’ironia tra le righe, o forse nelle righe stesse, ma a volte il cuore di qualcuno ha sanguinato. Ma il volontario sapete chi è? Forse posso tracciarne l’immagine, almeno quella che io conosco. Ne venissero fuori altre con il tempo, o dovessi io stessa imbattermi in esse, non tarderei ad aggiornarvi. Il lavoro del volontario è, innanzitutto, il frutto di una libera scelta: è un lavoro non retribuito a sostegno di altri. Il volontariato è assistenza ai disabili, impegno in manifestazioni e vendite a favore delle varie associazioni, lavoro all’aperto che comporta fatica, stress e d’inverno freddo. Il volontariato è un’assistenza, un sostegno al prossimo che ci offre anche molti benefici come quello della valorizzazione della comunità. E’ acquisizione di nuove conoscenze e la possibilità di sfruttare il proprio talento naturale nelle varie attività acquistando fiducia in se stessi e imparando a svolgere un lavoro di squadra dove si collabora tutti, ognuno con le proprie capacità, l’uno al fianco all’altro, senza limiti di età. Per cui il ragazzo lavora con l’anziano per perseguire un obiettivo comune: aiutare chi ha bisogno. Il volontario è quindi colui che elargisce la sua intelligenza, offre la sua amicizia, il tempo, gratuitamente. Ma non come un benefattore, badate bene, ma come colui che condivide un disagio. Oggi il volontariato è uno stile di vita nato anche dal bisogno di essere a contatto con persone che condividano i propri valori e così insieme si considerano le proprie motivazioni a prestare aiuto. A questo punto è necessario sottolineare che l’aiuto morale e psicologico che si mette a disposizione nel servizio del volontariato nulla toglie ai nostri cari o a chi ha bisogno di noi in famiglia. La relazione d’aiuto ha un grande valore: è significativa, affettiva, è un incontro tra due persone in cui una delle due deve essere aiutata per adattarsi ad una situazione che provoca sofferenza, disagio e conflitto. Aiutare per molti è una parola oscura che a volte suggerisce una certa ambiguità: ci sono due persone che svolgono un ruolo profondamente diverso….. ma l’obiettivo è DI CRESCITA E SCAMBIO RECIPROCO. A questo punto, credo, possiamo tutti affermare che si è ancora capaci di VIVERE LA CULTURA DEL DONO, grazie proprio a ragazzi come Antonio!
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Dom, 09/01/2011 - 5:51pmAvendo avuto la possibilità di vedere di persona Antonio suonare in chiesa posso affermare che queste splendide parole hanno un significato ancora maggiore se legate ad immagini reali. In questi casi le parole servono a poco, ma vorrei utilizzarle per fare un elogio a tutti coloro che nella vita scelgono di fare volontariato, di donarsi agli altri, spesso sotto la lente microscopica di persone ignoranti che, non sapendosi dare spiegazioni diverse dalla remunerazione, si divertono ad etichettare ed infangare l'altrui operato. Bisognerebbe dire grazie a quanti "rubano" il tempo a se stessi e alle famiglie per donarsi agli altri che, in qualche modo, in quel momento ne hanno bisogno. In questo caso specifico tutta la mia ammirazione e stima va al maestro Pino Piccirilli ed Anna Di Gregorio che si non messi in gioco per Antonio. Ho visto gli occhi di Anna quando racconta questo evento e la gioia che porta dentro. Per fortuna Antonio ha dei genitori che hanno saputo accogliere questa "terapia" che poi si è rivelata ottima. Altri, troppo chiusi a qualunque cambiamento o prova, spesso, poco informati o stanchi di vani tentativi, preferiscono rinunciare. Questo articolo è stato autorizzato alla pubblicazione dalla famiglia di Antonio e penso che lo abbiano fatto anche per dare speranza e coraggio a quanti sono titubanti di fronte a queste nuove strade terapeutiche. Personalmente ritengo che ogni genitore, al di la della situazione di salute del proprio figlio, sia in dovere di provarle tutte per la felicità della sua prole. E se dovesse funzionare come è successo con Antonio? Poco tempo fa mi raccontava il mio amico Dante Di Cintio che le famiglie sono restie a questi nuovi modi di interagire con ragazzi che hanno problematiche e, nonostante i suoi numerosi tentativi, alcuni tendono ancora a chiudersi e rifiutare l'aiuto di chi tende loro una mano. Concludendo, vorrei ricordare a tutti che a Montenero esiste una associazione "Una mano per la vita" a cui possono iscriversi persone diversamente abili e volontari.
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Lun, 10/01/2011 - 12:26amCara Anna,
ti conosco da poco tempo ma abbastanza per capire di aver conosciuto una donna,amica e collega dal cuore grande.
La tua voglia di fare, collaborare e aiutare tutti coloro che si trovano in difficoltà è inesauribile; sempre pronta a tendere la mano anche alla più piccola richiesta di aiuto.
Sono contenta per il piccolo Antonio e spero di poterlo conoscere presto.
Con affetto e stima.
Fio
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Mar, 11/01/2011 - 2:36pmGrazie Nicola! Grazie Fiorenza! Le vostre parole mi hanno commosso nel profondo... Tutto ciò che faccio è dettato solamente dal desiderio di rendere felice e dare voce a chi per tanto, troppo tempo non ne ha avuta... Sono io a ringraziare voi, perchè ho la fortuna di vedere come il vostro impegno lavorativo produce frutti. Ho visto te, Nicola, impegnarti a l'Aquila con una dedizione unica, senza nulla chiedere e sempre con un grande sorriso che risulta l'UNICA ARMA VINCENTE! Ho potuto apprezzare te, Fiorenza, tra i banchi di scuola. Quanto impegno, quanta responsabilità nel lavoro che ogni giorno porti avanti. Credo bisognerebbe dare uno spazio maggiore agli insegnanti di sostegno, perchè sono proprio loro che, per primi, hanno la possibilità di accostarsi a ragazzi come Antonio e quindi poter cogliere al meglio le loro potenzialità... Si, sono fermamente convinta che ognuno di loro possa donare qualcosa...
Grazie ancora per il vostro lavoro, che è anche VOLONTARIATO!