D'Ascanio si riavvicina al Pd e 'rompe' gli equilibri con l'Italia dei Valori
TERMOLI. La seconda parte della primavera vede rifiorire il Partito democratico. Dopo le scoppole rimediate in sede elettorale, nessuno avrebbe scommesso un penny sulla sorte della dirigenza regionale, scesa in campo con candidature autonome a Termoli e Montenero di Bisaccia, specie dopo l’inarrestabile avanzata del centrodestra.
Aver tenuto duro contro gli attacchi vessatori, interni ed esterni al partito, digerendo con il supporto di qualche bustina le presenze di Bindi e Letta al fianco di Filippo Monaco verso il ballottaggio, alla fine della fiera rischia di pagare bene oltre lo stesso importo della posta in palio. La partita sulla sopravvivenza e la necessaria azione di rilancio del Pd sul territorio, in Molise come nel resto del Paese, vede legarsi obbligatoriamente all’esito della crisi alla Provincia di Campobasso, l’unico ente di livello il cui vertice ancora non ammaina la bandiera a favore di Pdl & affini............CONTINUA SU

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Dom, 30/05/2010 - 9:13pmProvincia, la crisi è passata: verso il ritiro delle dimissioni. D’Ascanio dovrebbe ritirare le dimissioni protocollate 19 giorni fa nelle prossime ore. Pd e Idv trovano la quadra nell’esecutivo con tre assessori a testa. Tra quelli del Pd c’è anche Annamaria Macchiarola, che rientra in maggioranza. Per l’Idv incognita Nagni: il presidente non vorrebbe riconfermarlo, ma il partito dipietrista non è d’accordo: "Nagni deve essere uno dei tre" ....CONTINUA SU
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Lun, 31/05/2010 - 2:34pmD'Ascanio come Cenerentola, revoca le dimissioni quasi a mezzanotte. CAMPOBASSO. Dimissioni tirate sino all’ultimo minuto utile, quelle del presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, che dopo una febbrile serie di confronti nel fine settimana, con i partiti del centrosinistra che compongono la maggioranza a Palazzo Magno, è partito dalla sua casa di Montenero di Bisaccia per raggiungere l’ente di via Roma, nel capoluogo, nella tarda serata di ieri.
Pochi minuti prima del 'nuovo giorno' l'atto formale di revoca delle dimissioni, quasi come fosse un colpo di teatro in piena regola.
Clima in ebollizione per questo epilogo politico nell’unico vertice ancora detenuto dalla coalizione che, man mano, ha visto negli ultimi undici anni perdere tutti i capisaldi amministrativi molisani.
Uno strappo ulteriore, quello consumato in questo mese di maggio, perché se da un lato riavvicina e riequilibra le posizioni nello schieramento, con il recupero del Partito democratico, e con un repentino riavvicinamento tra lo stesso D’Ascanio e la formazione post-veltroniana, dall’altro rischierebbe di sancire, dopo pochi mesi, già una rottura traumatica dei rapporti tra lo stesso presidente della Provincia e l’Italia dei Valori..............
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