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Nei due giorni della prima edizione della “Festa della trebbiatura” di Montenero di Bisaccia una della maggiori attrattive per i visitatori è stato il Landini L55 Testa Calda. Prestato alla manifestazione dal signor Gino Lamelza il Landini è stato accuratamente rimontato, pezzo per pezzo, da Valentino Bozzelli e Giulio Di Giacinto e Bruno Di Gregorio poiché giaceva smontato da trenta anni in una rimessa.
Solo i presenti hanno potuto osservare, negli occhi di Valentino, che ha dato l'anima, l’enorme soddisfazione nel vedere partire il bisonte ormai arrugginito, ma sempre in forma. A causa dell’usura e delle incrostazioni di alcune parti meccaniche l’accensione del Landini L55 Testa Calda è stata più difficile di come avrebbe dovuto essere ci spiega Gino Lamelza, infatti, continua Gino, se sistemato al punto giusto sarebbe partito con una sola persona a far ruotare il suo volano. Ma veniamo a quello che rende così interessante questo trattore. Il Landini L55 è
chiamato Tesata Calda perché per accenderlo bisogna riscaldare la camera di combustione che si trova nella parte anteriore del trattore. Questo avviene mediante una bombola di gas che alimenta un bruciatore posizionato appena sotto la camera di scoppio. Quest’ultima riscalda il gasolio fino ad una temperatura tale che aziona una valvola di sfiato da cui fuoriesce del fumo bianco. Non si tratta altro che di vapore di gasolio. A questo punto la “Testa” è calda, quindi facendo ruotare le pulegge poste ai lati del trattore si avvia manualmente il processo di aspirazione, scoppio, combustione e scarico. Ad un certo punto, facendo partire la puleggia dal punto morto del pistone, si fa girare la puleggia in senso orario e antiorario fino a che la spinta provocata dalla biella e pistone riesce a far girare da sola la puleggia. A questo punto il Landini si mette in moto.
Durante la fase di messa in moto, questo trattore inerme, prende vita proprio come ansima un bisonte. Lento sbuffa dalle sue narici, poi sempre più velocemente il fiato si fa grosso e di colpo, proprio quando sembra non farcela, il bisonte prende vita e inizia a scoppiettare. Dalla marmitta esce un fumo ancora grezzo dai residui di combustione, poi quando il suo cuore batte regolarmente, perché caldo, diventa ritmico e regolare e tutt’intorno inizia a tremare la terra. Valentino mi spiega che questo trattore è dotato di un doppio serbatoio. Uno per il gasolio atto alla normale combustione ed un altro per la benzina che serviva a far partire il Testa Calda in caso non si avesse la bombola del gas che di quei tempi era difficile e costosa da trovare. In pratica funzionava come funzionano le attuali macchine a gas-metano. Prima partiva a benzina e poi tramite un rubinetto si sostituiva l’alimentazione da benzina a gasolio.
Come si nota dall’etichetta di costruzione questo Landini L55 semicingolato, prodotto dal ’54 al ’59, è stato immatricolato nel 1955 e ha una tara di 55 quintali. Inutile dire che in questo specifico caso il numero 55 ricorre in modo impressionante. Oggi ci sono appassionati che sarebbero pronti a spendere cifre che si aggirano intorno ai 50.000 euro per un pezzo del genere, ma il signor Gino Lamelza e suo figlio ci rassicurano che il bisonte non è in vendita, anzi, presto sarà restaurato e chissà che l’anno prossimo, alla seconda edizione della Festa della trebbiatura di Montenero di Bisaccia, non possiamo vederlo sbuffare e scoppiettare nel suo massimo splendore.
A breve Antonio Assogna metterà on line il video dell'accensione del Landini L55 Testa Calda eseguita da Valentino Bozzelli e Massimo Zara durante la Prima Festa della Trebbiatura di Montenero di Bisaccia.