Dalle tubature dell’acquedotto solo danni per gli agricoltori di Montenero
Tanto hanno atteso gli agricoltori monteneresi per veder realizzato l’impianto d’irrigazione che serve una parte del territorio comunale e tanto dovranno pazientare prima che lo stesso cominci a funzionare bene. E già, perché se alcuni anni fa si videro arrivare la bolletta del Consorzio di Bonifica Destra del Trigno, pur non avendo l’acqua nei tubi, adesso il problema è assai più grave. L’acquedotto in questione preleva acqua dal fiume Trigno in attesa che la diga di Chiauci inizi, se inizierà, a funzionare appena riempito il suo bacino idrico. Nel frattempo l’opera è costituita di tre vasche di riempimento che partendo dalla zona di Monte Peloso continua per Colle Rampone fino ad arrivare all’ultima di c.da Montebello. La disponibilità di acqua è data dal riempimento delle vasche nell’ordine in cui sono state citate, quindi se la prima, quella di Monte Peloso per intenderci, non dovesse avere acqua, anche le altre resterebbero a secco. Circa un mese fa la conduttura che serve la zona di Montebello si è rotta poche centinaia di metri prima della vasca di contenimento. Il punto esatto della rottura si trovava nell’agro dell’agricoltore Nicola Palma che ha prontamente avvisato i responsabili del Consorzio di Bonifica. Intanto, dal momento della segnalazione all’inizio dei lavori, la rete continuava a riversare acqua nel suo terreno impregnandolo. Ma non è tutto. Iniziano i lavori di scavo per individuare l’effettivo punto in cui le tubazioni sono saltate e succede l’inimmaginabile. I tecnici provano a chiudere la rete a monte della rottura in modo da impedire all’acqua della vasca di tornare indietro allagando ulteriormente i terreni del signor Palma. Niente di fatto, non c’è modo di impedire il reflusso dell’acqua e così altra acqua si riversa nel punto di rottura. L’intera vasca che può contenere diverse migliaia di litri si svuota. Nel frattempo tutti gli agricoltori della zona di Montebello restano a secco e i danni si moltiplicano giorno per giorno. Le colture già seminate e prossime al raccolto necessitano di irrigazione e quelle appena seminate, come ortaggi e colture primaverili, stentano a nascere. E pensare che gli agricoltori di Montenero hanno già provveduto al pagamento della bolletta del Consorzio di Bonifica per il corrente anno che prevede la possibilità di usufruire dell’acqua per irrigazione da Aprile a Ottobre al costo di 50 euro per ettaro. Nel caso specifico di Nicola Palma il danno è assai maggiore poiché i suoi futuri raccolti saranno influenzati negativamente dalla voragine di terra rimossa nelle immediate vicinanze del punto di rottura. Inoltre sono evidenti anche a occhio nudo i diversi smottamenti che l’infiltrazione di acqua sta provocando. Un vero pericolo anche per la casa in cui risiede, a poche decine di metri dal punto di rottura. Oltretutto lui non ha nemmeno potuto usufruire dell’irrigazione perché i suoi terreni non rientravano nella zona destinata al progetto. L’agricoltore danneggiato si dice perplesso sulla momentanea riparazione che il Consorzio di Bonifica ha effettuato nei pressi dei suoi terreni, pensa, infatti, che a breve il problema si ripresenterà. In un breve giro lungo la linea dell’irrigazione che attraversa i suoi poderi mi mostra alcuni punti dove addirittura è evidente una continua infiltrazione di acqua al punto da rendere fangoso il terreno in superficie. Palma mi fa notare come sotto le tubature dell’impianto non ci siano materiali inerti atti a drenare un’eventuale perdita di acqua e cemento per stabilizzare la condotta. Poveri agricoltori, non bastavano i prezzi bassi dei prodotti agricoli e le cattive annate, adesso anche quello che doveva contribuire al miglioramento si trasforma in danno e beffa.