LA DANZA… UN MODO PER RACCONTARE STORIE E REGALARCI EMOZIONI…
Sono sempre rimasta fortemente affascinata da tutti quelli che sapessero muovere il loro corpo in modo armonioso. Si, mi ha sempre stupito chi riuscisse a seguire la musica e allo stesso tempo muoversi con ritmo. Forse moti di voi si staranno chiedendo il nesso logico di questa premessa con le foto del mio reportage. Cercherò subito di fugare ogni dubbio. La sera del 27 giugno, in occasione della festa di San Paolo, a Montenero, c’è stata la IX edizione del “Canta Tu”, che ha visto la partecipazione di ragazzi dai 6 ai 12 anni che si sono esibiti reinterpretando canzoni famose. Fin qui nulla di nuovo, visto che già da negli anni precedenti il programma era simile. Quest’anno però abbiamo voluto inserire all’interno della manifestazione anche un gruppo della mia scuola e di ciò ne vado veramente fiera. Come molti sapranno, proprio leggendo diversi articoli, sono docente all’Istituto Professionale di San Salvo che, però, fa parte dell’Istituto di Istruzione Superiore “R. Mattioli”, comprendente anche l’Istituto Tecnico Commerciale e il Liceo Scientifico. Questo gruppo di ragazzi di cui ho accennato, fa parte del Liceo e dell’I.T.C. Hanno svolto durante l’anno scolastico un progetto di danza a scuola, inserito in uno ancora più ampio contro la dispersione scolastica. Molti si chiederanno cosa sia… La dispersione scolastica spesso non si consuma con l'abbandono, ma con la disaffezione, disinteresse, demotivazione, noia. Tali manifestazioni si basano nel vedere la propria carriera scolastica vissuta più come obbligo esterno che deriva dalla famiglia o dalla stessa società, che come un bisogno interno, proprio, un bisogno di affermazione, di crescita, di acquisizione di saperi, di capacità, per realizzarsi come persona. Quindi la scuola mette a disposizione le proprie risorse e sviluppa progetti consistenti in attività pomeridiane extracurriculari quali teatro, giornalismo, musica, con l'obiettivo di rimotivare gli allievi. A questo punto, perché non fare tutto ciò proprio con la danza? Si, perché la danza deve essere considerata un mezzo educativo che, come le altre discipline, collabora alla formazione della personalità, oltre a garantirne benefici fisiopsichici ed intellettuali. I vari esercizi raggruppati in relazione alla finalità sono tutti utili per conferire eleganza e bellezza al portamento, per migliorare l’efficienza dei muscoli, l’elasticità delle articolazioni, la funzionalità degli organi interni. La danza è una disciplina che educa tutta la persona, si prefigge il corretto ed armonico sviluppo del corpo, considerato però nella sua totalità fisica e spirituale.
La danza è sinonimo di distensione, allegria, gioia, felicità, libera espansione. Essa deve avvalersi di movimenti voluti e precisati, esatti e corretti, allo scopo di garantire un perfetto equilibrio, anche se tutta la dinamica può essere svolta con una certa libertà di esecuzione, di interpretazione, di partecipazione spirituale. La danza esercita una notevole influenza sui vincoli sociali della persona, piccola o grande che sia. La vicinanza dei compagni, il bisogno di esprimersi e di comunicare con loro, il desiderio di essere capito, stimolano il ragazzo e lo invogliano a rinsaldare il rapporto di amicizia. Vorrei aprire una piccola parentesi e ricordare una grande educatrice, Maria Montessori, la quale sosteneva che il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo, poiché solo la libertà favorisce la sua creatività già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Attraverso la danza si può: migliorare la propria consapevolezza corporea, sperimentare le relazioni interpersonali, acquisire nuove abilità a livello di movimento, rafforzare le capacità espressive, valorizzare le personali potenzialità attraverso un canale espressivo e sviluppare la propria autonomia. La danza appartiene da sempre alla cultura di ogni popolo ed è storia dell'evoluzione umana e culturale dell'uomo. Essa è un linguaggio universale che non conosce confini e che nasce istintivamente per poi assumere significati e connotazioni diverse a seconda di chi la esegue. Attraverso la danza entriamo in contatto con le emozioni e con il fascino che è in grado di trasmettere un corpo che si muove in sintonia con la musica. Vari studi pedagogici hanno affermato che questa disciplina meriterebbe un'integrazione all'interno della scuola , in modo da poter essere messa in contatto con tutti gli altri linguaggi, affinché si crei una cultura della danza. Non solo spettacolarità quindi o fenomeno di moda, ma capacità di tirar fuori dai suoi protagonisti la grande e complessa potenzialità che in essa sono presenti. La danza ci fa conoscere la magia che nasce dal desiderio di condividere qualcosa che va oltre il gesto e l'immagine, qualcosa che nasce dal cuore e poi si trasforma in movimento, ma è una creazione e in quanto creazione è ARTE, l'arte di far parlare il corpo di renderlo trasparente, comunicativo e sensibile, morbido e forte nello stesso tempo, capace di raccontare storie e regalarci grandi EMOZIONI! Attraverso la danza il ragazzo impara a conoscere il proprio corpo e a usare il movimento come mezzo di comunicazione con gli altri, impara a scoprire che la qualità del movimento varia a seconda delle emozioni e delle sensazioni provate ed è strettamente collegata allo spazio usato, alla musica, al ritmo, e, non ultimo, alle persone che lo circondano. Tutto questo ho sperimentato guardando i ragazzi di San Salvo… Guardandoli con attenzione e cercando di calarmi nel cuore e nelle profondità di ognuno di loro. Un grazie immenso a VANESSA FUSELLA, DENISE D’AULERIO, MARIANNA DI CRASTO, ANINA STANZIANI, ANGELO D’ANGELO, MARIO FISCANTE, LUCA GAGLIOTTI ANDREA SEBASTIANELLI, FILIPPO TARTAGLIA V A Liceo Scientifico, VALESKA DI GREGORIO IV B Liceo Scientifico, ALESSANDRO CASASANTA, MARCO MONACO, MARIKA TURDO’ III B Liceo Scientifico, ALESSIA BONTEMPO, DANILA DE MEO, ALINA DI PASQUALE II A Liceo Scientifico, PRISCILLA CHIARELLO, ANNA DI FILIPPANTONIO, MELANIA SUERO, TATIANA SURIANI III B Istituto Tecnico Commerciale. Il primo grazie, però, perché tutto ciò si è potuto realizzare va al Prof. Nino Di Pietro, che con grande impegno ha seguito questi ragazzi. Una persona eccezionale che ha creduto in ognuno di loro ed ha permesso che tutto ciò potesse realizzarsi. Ha messo dedizione, si è speso perché questi ragazzi acquistassero fiducia nel gruppo e credessero che solo facendo lavoro di squadra, il risultato sarebbe arrivato. Nino ha insegnato ad ognuno di noi che è proprio questo il modo di fare scuola, credendo fortemente in ciò che si vuole realizzare, ma soprattutto credendo che in ognuno è possibile tirare fuori almeno un 5% di buono… Grazie Nino, perché hai rafforzato sempre di più le mie convinzioni!
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Dom, 10/07/2011 - 9:34pmBellissimo articolo e belle foto, sicuramente parole pregne di significato e da prendere in esempio per molti docenti... specie per quelli rimasti ai metodi di insegnamento degli anni '7o. I ragazzi, la scuola ha bisogno di gente capace che si sa mettere in gioco e che scommette sui giovani.
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Lun, 11/07/2011 - 8:53amGrazie Direttore... Come sempre riesci a cogliere il cuore delle cose... Un grazie immenso va al mio collega, il prof. Nino Di Pietro che, come me, crede fortemente nei ragazzi e nelle loro infinite potenzialità. Avendo finalmente concluso con la scuola, spero di potermi dedicare un po' di più a questo meraviglioso sito che offre ad ognuno di noi la passibilità di comunicare ciò che ci sta più a cuore...
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Lun, 11/07/2011 - 8:26pmGrazie a te Anna per gli innumerevoli spunti di riflessione che ci proponi oltre agli articoli e reportage. Rinnovo il mio costante invito a tutti i lettori di MonteneroLife.it poichè diventino la parte attiva del sito inserendo contenuti.